Il mio promo Ironman di Alberto Fant del Cus Udine.

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 La partecipazione all’half triathlon 70.3 di St. Polten, avvenuta nel mese di maggio 2012, ci dava la possibilità di iscriverci anzitempo all’Ironman di Klagenfurt e dopo una breve discussione su come potevamo prepararci e se eravamo in grado di affrontarla abbiamo all’unanimità deciso di tentare l’impresa. Alberto Fant, Luca Ceschiutti, Simone Ceschiutti e Gianluca Marzona questi sono i nostri nomi, amici che quasi per scherzo abbiamo deciso di partecipare alla gara regina del triathlon “l’IRONMAN”, gara svoltasi a Klagenfurt – Austria di livello internazionale con la partecipazione di atleti da più di 165 paesi nel mondo.

Un lungo anno di preparazione spesso con basse temperature e spesso con la pioggia ci ha permesso di raggiungere la consapevolezza che ce la potevamo fare e che nessuno poteva fermarci. Siamo arrivati in quel di Klagenfurt due giorni prima della gara per prepararci al meglio sotto il profilo logistico e prendere cognizione dei vari circuiti swim, bike e run. La scelta più azzeccata è stata quella di noleggiare un camper e piazzarlo nel campeggio adiacente a dove si svolge la manifestazione. Da subito una preoccupazione non tanto per le condizioni meteo, faceva freddo e minacciava di piovere, ma per come avremmo gestito le forze affrontando una gara che dura parecchie ore.

Scenario delle grandi occasioni e location bellissima con lo sfondo del lago Worthersee attorniato dalle montagne, la macchina organizzatrice dell’evento è straordinaria tutto preparato nei minimi particolari.

Ma veniamo al racconto vero e proprio.

La sera prima della gara cena a base di carboidrati (pasta integrale difficile da mandar giù) e a letto presto, senza riuscire a dormire perché si continua ad immaginare i momenti della gara dalle zone cambio, a come alimentarsi e alle velocità da tenere per non scoppiare e finire la gara.

Il giorno della gara sveglia alle quattro colazione leggera e ultimi accorgimenti nelle zone cambio, un saluto alla bici e una toccatina alle gomme, tutto ok, predisposizione degli alimenti per la frazione bike, nastrando naturalmente le tasche della maglia da bici per non farli cadere (consiglio del grande Christian). Ci siamo, indossata la muta e a piedi scalzi ci incamminiamo verso la partenza, la tensione sale prima prova 3,8 km di nuoto nel lago, un saluto ai compagni, tuono del cannone e via, l’acqua è perfetta, la sua temperatura passa in secondo piano tanta è la convinzione. Primo chilometro e mezzo, giro di boa e via c’è un sacco di gente, spesso ci si scontra ricevendo e dando alcune botte ma anche queste fanno parte della competizione, infatti per questo tipo di sport non basta saper nuotare, ma bisogna saperlo fare in condizioni estreme per evitare attacchi di panico dovuti a botte o urti tali da far perdere, oltre agli occhialini, anche il ritmo e la concentrazione. Dopo 2,8 km di nuoto si entra in un canale, è stretto sembra quasi di rivedere quelle foto raffiguranti la mattanza dei tonni a Mazara del Vallo, tutti accalcati a nuotare con migliaia di persone sugli argini che incitano gli atleti. Usciamo tutti bene, breve corsa alla zona cambio e via per la seconda parte della gara, ovvero due giri in bici da 90 km per un totale di 180 km con un dislivello di circa 1800 mt. La temperatura è perfetta il tifo è ottimo, soprattutto quello degli amici dell’Udine Triathlon Fabio, Denis, Agostino e Gianpiero che dall’incitamento e la passione che ci mettono fanno si che la salita della “Rupertiberg” sembra quella dello scivolo di casa.

Arrivo dalla frazione bike intorno alle 15.00 circa e inizio del massacro, infatti ci aspetta la maratona, una corsa di 42,195 km, passando su un percorso che va dall’abitato di Krupendorf a quello di Klagenfurt per due volte.

E’ dura, la temperatura sfiora i 30° centigradi e dal 15 km si comincia a sentire la stanchezza, ma la convinzione è talmente alta che non ci ferma niente e nessuno (frase urlata a Christian al 35° km). Si corre e si cammina soprattutto nei pressi dei ristori dove è fondamentale bere e rinfrescarsi. Dopo altri estenuanti chilometri eccoci a solo due chilometri dall’arrivo, il tifo si fa più alto e l’incitamento è alle stelle, un ringraziamento al cielo ed ecco finalmente la passerella degli ultimi duecento metri è allestita in maniera fantastica con lo speaker e la folla che urlano il tuo nome che fanno venire la pelle d’oca e tutti a gran voce urlano la mitica frase “You are an Ironman”. Dopo circa dodici ore di gara e giunti all’arrivo non si può nascondere l’emozione di aver portato a termine una bellissima gara contando sulle tue forze fisiche, ma soprattutto psicologiche.

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Ricongiunto il gruppo e arrivati al camper, dove sventolavano fin dal nostro arrivo le bandieredell’Italia e del Friuli Venezia Giulia, ci siamo premiati con una grigliata e una bottiglia magnum di spumante perché è cosi che noi viviamo le gare di triathlon.

Un particolare ringraziamento va alle nostre mogli che ci hanno sostenuto e aiutato nella gestione delle famiglia mentre ci allenavamo, tutti i sostenitori che ci hanno seguito passo passo attraverso il web e ai ragazzi del Cus Udine Triathlon nostri compagni di squadra.

Alberto Fant

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