Ironman Lanzarote 2012, Matteo Benedetti racconta il suo…

Lanzarote, Isola Canarie, Spagna il 19 Maggio 2012 alle ore 07:00 inizia l’avventura Ironman anche per l’atleta Udinese del Cus Matteo Benedetti.

Di seguito il resoconto completo della gara, con tutti i problemi, le gioie e i dolori che una competizione come questa si porta dietro.

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La cosa più’ difficile e snervante dell’Ironman di Lanzarore, non sono i 2500 mt di dislivello della frazione in bici oppure il nuoto nell’oceano e nemmeno una maratona non pianeggiante, ma sicuramente è il vento, che ti arriva e da ogni parte, ti accompagna sempre da quando esci dall’acqua a quando rientri dal lungo ed impegnativo giro in bici, un vento insidioso che non molla mai… ma la soddisfazione e la gioia che provi quando tagli il traguardo di una gara come questa e’ immensa ed indescrivibile.

Ecco i video di Matteo, uno completo con tutte le fasi ed uno solo della gara:

FORUM: Cliccare qui

RACCONTO COMPLETO:

Lanzarote e’ un sogno nel cassetto ed era li che aspettava dal 2008…

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Nel 2007 dovevo fare l’elbaman con Tusini in previsione di Lanzarote, ma poi sono rovinosamente finito in ospedale al Catinara, con due braccia ingessate e la testa rotta il giorno della festa del lavoro 1 maggio 2007. Da li poi una salita interminabile, una dietro l’altra, l’incidente in macchina, dove sono finito in un fosso pieno d’acqua, tamponato da un ubriaco, mentre davanti a ci fu un frontale con un camper, ospedale con autoambulanza codice rosso e colpo di frusta finito anche sui giornali, era un venerdì sera di luglio del 2008 a Titiano – Precenicco, poi periartrite braccio destro durante la discesa verso lusevera da sella carnizza e ospedale la sera del 15 agosto 2009, ferragosto alle 22 in corsia di ospedale a Latisana con dolori lancinanti e infine la caviglia quel telethon maledetto di dicembre 2009.
…e da li un calvario, fisioterapie, mesoterapia, laser, tekar e tutto e di piu’, ma questo già lo sapete dato che e’ storia recente.

E’ dal 2008 che lanzarote mi ronza per la testa, lanzarote, lanzarore, lanzarote… già nel 2006 si stava materializzando l’idea dopo aver fatto il primo mezzo ironman di Bellaggio e la follia e il delirio iniziavano a scavarmi dentro

a febbraio il male di gola, 15 giorni di antibiotico e stop totale degli allenamenti per 3 settimane…
…poi iniziava ad andare bene e due mesi fa ci ricado, faccio 12 km e di nuovo dolore e mi sono inventato la marcia dove scarico l’articolazione mentre marcio per poi ripartire.

Finalmente ci sono arrivato e la gioia e’ ancora immensa, FINISHER A LANZAROTE!!!! Incredibile…

Il resoconto della gara lo butto giu’ a breve, scusate ma mi ci vuole un’attimo per farlo…

Il promo ringraziamento va a mia moglie alla quale dedico la medaglia, che ha sopportato gli allenamenti e le privazioni per otto lunghi mesi e mi ha sostenuto a Lanzarote, grazie Francesca.

Ringrazio i fidati compagni di allenamento e consiglieri di tutti questi mesi: Checco Degano, Amaduzzi Gianpaolo, Luca Gori, Eddy ed Andrea Pecile che ho sentito particolarmente vicino in questi mesi, ma anche a Salvo, RobyUdTri, Ale Guerin, Jerry, Fabio Santini, Denis Del Bianco, Enrico Tion e Valentino Colosso che mi hanno sostenuto oltre che prima dell’IronMan anche a lanzarote via SMS e FB.

… un grazie di cuore anche a Marcello, Albertro Serena, Mauro Baldan, Simone Mongiat, Ale Ardesi, Codarini Massimo, Stefano Pellegrini, Enzo Cussigh, Mario Rousell, Corradin, Agostino Moro, Cristian Del Fabbro, Nicola Rizzi, Mason Auri, Fabrizio Filippi, Cristian Turolo, Cozzarolo Angelo, Ale Drusin, Cristiano Urban, Ugo, Piacentini, Antonio Margiotta, Andrea Tarello, Denis Ioan, Alberto Nonini, Matteo Infanti e a chi ho dimenticato sicuramente…

L’ultimo pensiero va anche a Franco, Dino e Massimo compagni d’avventura…

Grazie a tutti ragazzi per il supporto e per il sostegno!!!

Partiamo dall’inizio:
la sera prima degli esami. Alle 22 ero appena sceso per farmi portare in camera un forno a microonde la pasta e le patate che dovevo mangiare durante la notte in due ben distendi momenti alle 2:30 patate e alle 4:30 pasta.
Preparo il tutto in bagno per non disturbare mia moglie e mi metto a dormire. Mi agitavo e mi muovevo, come la notte prima degli esami, sudavo e avevo freddo. Portavo alle orecchie degli stoppini 3m da cantiere per isolarmi, ma nulla il cuore pulsava TOM, TOM, inesorabile con i suoi 42 battiti al minuto. Li allento e FRUSH, FRUSH le onde dell’oceano che mi danno il ritmo…
E intanto penso agli otto mesi di allenamento, alle ripetute il mercoledì a dicembre a Castel Monte alle sette di sera con la pila a Led, e a tutti i lunghi fatti, combinati, 4000 di nuoto, e tutte le ore passate a sudare sotto il wind stopper,’’MATTEO CI SIAMO’’ mi dicevo, ‘’E’ LA NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI, QUANTO LA HAI ASPETTATA!!!!’’, e il sonno passava e aumentava l’ansia, guardo l’ora e leggo: 1:27, e mi dico ‘’se va avanti cosi alle 10 di domani mattina saranno esattamente 24 ore che non dormo e sarò su al TIMAFAYA a quell’ora. Aspetto per vedere se passa e nulla agitazione, decido di anticipare il mio pranzo di patate alle 1:30. Mi alzo pianissimo, vado in bagno e accendo il Microonde, mangio e ritorno a dormire. Non cambia nulla TOM, TOM… mi giro per un’ora e mezza, stessi pensieri e stessa agitazione. Decido che era arrivato il momento della pasta, ore 2:00.
Ritorno a letto e provo con la meditazione 25 minuti, va meglio e verso le 3:15 mi rilasso un’attimo e ottengo un dormiveglia ma non profondo, un galleggiare nel nulla… rimango li tranquillo e beato per un’oretta e poi agitazione ancora. BASTA MI ALZO!!!!!
Sono le 4:40 che accendo la luce e inizio a girare come un folle per la stanza, dove sono le mie cose, la bici, la muta, (in realtà era tutto li perfettamente allineato dalla sera prima). Barba pelo e contro pelo, te con biscotti e marmellata (sempre in bagno), preparazione dei 4 panini per il pranzo in bici, fatti con gallette di riso e prosciutto crudo di san daniele (messo sottovuoto in italia per l’occasione) e del resto del personal pack per altro cibo e alle 5:15 mi dirigo verso la transaction zone.
Respiro a pieni polmoni, e’ note fonda, ma fonda veramente, buio pesto, l’aria e’ frizzante e mi calma i nervi, faccio quei 400 mt che mi separano dal gate ed entro, numero 958 ed entro. Ore 5:30, consegno il personal pack che ritroverò su al mirador dell’ haria tra 100 km di bici e 3800 mt di nuoto e 5 ore e mezza.
Vado verso la bici che avevo posizionato alle 15:00 del giorno prima, tutto ok, cerco una pompa e tolgo il nastro isolante che avevo messo sulla sella e il sostegno di alluminio che la reggeva perché il vento non la facesse cadere, era li anche il cartone sotto la ruota per evitare che le calure del venerdì pomeriggio lo sciogliesse. Tutto perfetto, pompo e vado verso il pacco gara rosso, quello bike-run a mettere dentro barrette energetiche, vasellina, cerotti e crema solare. Distava dalla bici 100 mt e stava su una rastrelliera. Scendo la collina di sabbia verso il pacco blu sulla spiaggia il cambio nuoto-bici, dovevo verificare e posizionare ancora due cose, mangiare e crema solare anche li, due zone cambio, la bici in un altro posto, il personal pack all’ingresso e la sacca del ricambio nel tendone era un po troppo, ma a livello di gara e’ funzionale.
Indosso la muta e mi riempio il collo di grasso di vasellina. sotto indossavo già la divisa da gara. Mi dirigo verso l’arco di partenza e vedo l’ora 6:50, lo speaker urlava: ‘’AL MAS DURO IRONMAN DE MUNDO ITERO’’, … , ero stranamente rilassato, tranquillo, calmo tanto che ero stupito, mancavano 5 minuti, non avevo dormito nulla ed ero calmissimo e rilassato, e via inizia il mio ironman.
…era iniziata la mia grande giornata…

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Percorso swim 3.8 km

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Partito, la prima boa era situata a soli 165 metri dallo start, e noi eravamo in 1600, una tonnara, ma ho notato che tutti portavano stranamente rispetto, ovvero nessuno si affannava troppo, si le prendevi e li davi i calci, ma con delicatezza, al contrario che negli olimpici italiano dove li le prendi e basta… sarà stata l’aria fresca, l’oceano calmo con le sue onde lunghe, la tensione affievolita dopo la partenza, ma nulla di drammatico, segue un tratto da 760 metri, li nuoto lento e beato e mi godo il momento, le prime bracciate dell’ironman finalmente sono arrivate, e ripenso a tutti gli allenamenti e le fatiche fatte per arrivarci, mi dico ‘’CI SIAMO ARRIVATI ALLA FINE MATTEO!!!’’, e arrivo alla seconda boa, svolto a sinistra 145 mt contro corrente e poi ancora a sinistra per il rientro altri 836 metri per terminare il primo giro. Guardo il fondale, sabbioso e con bei colori e qualche pesce,  mi rilasso ulteriormente e chiudo gli occhi per qualche minuto, sono tranquillo, alzo la testa e c’è il desio, un restringimento e metabolizzo che per iniziare il secondo giro bisogna uscire dall’acqua e fare un pezzo sulla spiaggia, ‘’STAVO BENE E DEVO ROMPERE LA CONCENTRAZIONE PROPRIO ORA’’. Esco e rientro,  ed ecco la tonnara nuovamente apparire all’orizzonte…riparte tutto.

Ora provo a nuotare lungo, lunghissimo, va bene, guardo l’ora 42 minuti, mi dico ‘’BENE’’,  ma avevo bevuto un po’ di acqua verso la boa e ora mi faceva un po’ male lo stomaco, dico ‘’OSMOSI, CAZZO…’’, tengo la bocca serrata e respiro ogni 5 bracciate, un grosso respiro e avanti, seconda e terza bora e rientro 836 mt, gli ultimi. Stavo bene e allungavo e finisco i 3800 mt di nuoto che nemmeno me ne rendo conto. Esco, vedo il time 1 ore e 12 minuti, be sono andato lento dai va bene cosi, passo sotto le doccia e vado verso la borsa blu, tendone, tolgo la muta, casco da bici in testa, crema solare, stavo bene, risalgo la collina di sabbia e arrivo alla bici e dovevo mettermi dei cerotti dato che le scarpe da corsa marciando mi fanno delle vesciche e i calzini li mettevo ora e ‘’NOOO’’non si attaccano, pulisco con la carta che avevo con me, ma nulla non si attaccano, ho della vasellina e mi riempio i piedi, mi metto un ditale in silicone per proteggere un dico che si infiamma sempre, mi infilo se scarpe da bici e dico, ’’CI PENSO DOPO QUANDO HO FINITO LA BICI’, ma perdo un sacco di tempo 10 minuti per il cambio, un’eternità.

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Percorso bike 180 km

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Parto per i 180 km di bici con 2500 mt di dislivello ed un vento assurdo, dico ‘’ORA C’E’ DA RIDERE…’’. Faccio le prime salitelle e avevo gli preso un ohm che checco, una barretta e mezzo ATP (come suggerito da Mario) e ne avevo un altro porta barrette. In lontananza a mezza salita vedo un raccoglitore delle immondizie che l’organizzazione aveva messo ogni 40 km circa, svuoto il ‘’cestino’’ e per sbaglio butto anche la boccetta di ATP di Mario, quello buono!!! Dico ’’CAZZO NO, ERA QUELLA PIENA’’, penso un attimo e torno in dietro in discesa schivando gli atri atleti, dovevo riprenderla, e come un barbone nella immondizia, penoso, ma mi serviva dopo e la ritrovo, dopo 10 minuti mi fermo per un bisogno fisiologico, 3 minuti interi, ma poi sollievo puro, e un chilo e mezzo in meno…

Inizia il triangolo del golfo, bellissimo, lo avevo fatto tre  giorni prima con Franco e Massimo, lava ovunque, l’oceano blu sulla sinistra e la strada che attraversa la luna su e giu’… li mi sono divertito, ho superato un po’ di atleti e stavo bene. Arrivo alla saluta del timanfaya, dove vedi gli uomini in sella come formiche e tu sai all’inizio della salita e loro alla fine, suggestivo ed emozionante. Calo un po’ il ritmo e mi supera Alberto un ragazzo di Torino che avevo conosciuto la, scambio due chiacchere e lo lascio andare, il mio motto era ‘’ VAI PIANO CHE DEVI FINIRLA TUTTA’’.

Scollino all’uscita del parco e discesone fino alla santa, bene, le gambe si riposano anche se non ero per nulla stanco anzi, stavo benissimo!!! Arrivo alla spiaggia di serfisti di famara, paesaggio spettacolare con le dune di sabbia gialla sulla strada e un vento potentissimo che ti sballottava con le sue raffiche. Inizia la saita fino a Tiguise 15 km, li parlo con un inglese di nome Matty, stiamo insieme per qualche km poi ci salutiamo e lo congedo con un classico ‘’ See you later’’.  Discesa di 3 km e poi inizia la prima vera salita della giornata, anche se il polar mi dava gia’ 1300 mt di dislivello. Il mirador dell’haria, ad ogni curva il vento si fa piu’ forte, fino ad arrivare al parco eolico dove lo avevi contro, in faccia ed era impossibile.

Li ne ho superati una decina, ma al timanfaya mi avranno superato almeno in 250, magra consolazione, calo il ritmo e mi dico ‘’ VAI PIANO CHE DEVI FINIRLA TUTTA’’. Scollino e prendo al volo il personal pack con le gallette di riso e il crudo, non mi fermo e lo metto al collo. Inizia la discesa che porta alla cittadina dell Haria, che non si chiama a caso cosi.., bellissima discesona tecnica, mi diverto come un matto, tornanti in quota con l’oceano in lontananza per circa 4 km, poi nuovamente salita, il famigerato mirador del rio. In salita ‘’sgarfo’’ letteralmente dentro la borsa che mi ero messo al collo e trovo la stagnola con i primi due panini, di divoro in 30 secondo,’’ sgarfo’’ ancora e mangio una barretta e prendo Atm, la seconda mezzo dose e dei carboidrati, riempio la borraccia di polvere di laptoglobuline, un po di potassio e Sali e riprendo. I restanti  due panini li metto in tasca per dopo e cestino la borsa.

Velo la cima e dico ‘’FATTA!!’’. in una mulattiera con sassi vulcanici e a sinistra la vista mozzafiato della isola graziosa con il colore blu e azzurro dell’oceano, spettacolo, solamente questa vista vale tutta la fatica fatta. Mi fermo a fare delle foto e riparto. Stavo benissimo sia di gambe, mai un crampo, ma soprattutto di testa, un bigiù, motivato e presente, avrei potuto fare un calcolo differenziale!!

Riempio le borracce e inizia una discesa di 9 km, bellissima e velocissima, raggiungo gli 75-80 km/h per un tratto ma poi freno e dico la solita frase…

Arrivo ad Arrieta, stavo meglio di prima. Riparto a pedalare inizia l’ultima chiamiamola salita anche se di pendenza ne ha poca. Fino a qui l’orologio lo avevo visto ben poco non sapevo quanto tempo era trascorso e andavo a sensazione, non mi importava il tempo, ma come stavo e stavo bene, ma dovevo per forza andare piano, piano, dovevo finire la gara.

Ad un tratto, a Tahiche, si svolta a sinistra ed e’ un disastro, vento contro e molto forte, costante come un ventilatore di aircraft e la sabbia gialla ti entrava ovunque, occhi, naso bocca ed orecchie, la masticavo e la sputavo, tutt’intorno era deserto con strane  formazioni laviche e una lieve salita, bellissimo e la strada era veramente brutta rovinata da fare paura, ‘’XTriM’’ ho urlato, veramente potente come situazione e li mi sono esaltato, in piedi e sul manubrio a spingere, questo per 3 km poi a Nazareth la strada ha svoltato a sinistra ed e’ ripartita la salitella con il vento laterale e questo filo a Conil, da li la conoscevo dato che l’avevo fatta due giorni prima e sapevo che c’erano 10 km di discesa fino alla zona cambio, ero sollevato, la bici era finita, scenari incredibili, colori forti, sole, vento, zone simili alle lande della Patagonia, altipiani, vulcani, tutto come me lo aspettavo esattamente uguale, ero al settima cielo,  ora mancava solo la maratona.

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Percorso run 42 km

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Scendo al volo in zona cambio e uno urla ‘’numero 900’’ indicando chi doveva prendere la mia bici, un secondo  mi chiama e prende la mia bici e io corro verso la zona delle sacche rosse, bici-corsa, trovo la mia subito, avevo come riferimento i WC, vado sotto il tendone, mi asciugo ma ero pieno di sabbia, sale, sudore e vasellina, nulla non attaccano i cerotti ‘’NON ATTACCANO!! LO SAPEVO, COSA FACCIO…’’ e dico ad alta voce ’’INSHALLAH’’,  .. parto sapendo che c’è qualche variabile da controllare e che potrebbe farmi problemi, rischio le vesciche e di infiammarmi il tendile del tibiale posteriore, ma vado e inizio a marciare. Il primo giro era da 18 km il secondo e terzo da 12.  Vedo  mia moglie con la macchina fotografica al collo e mi dice ‘’COME VA?’’ e io ‘BENE PERCHÉ??’’.

Mi supera Franco che era al suo secondo giro, proseguo per 6 km con un buon ritmo e arrivato al tratto dell’aeroporto e li si materializzano i miei dubbi, si iniziava a formarsi la vescica tra i malleoli del piede sinistro, ’’NOOOOOOO’’ urlo, arrivato al ristoro chiedo ’’PATCH, CEROTTO!!!’’ e un tizio me ne da 5, asciugo e ci riprovo, sembra tenere, ma dopo 1 km ci risiamo, provo a correre a 5 min/km e non mi faceva male e correvo di punta e proseguo per 2 km ero al 9 km e avevo grossi problemi di vesciche… mi fermo in un punto medico, mi portano dentro l’autoambulanza e mi fanno una fasciatura inutile, una garza arrotolata sulla ferita e un cerottone che blocca tutto, parto ed era ‘’come zucchero…’’, altri 4 km e seconda postazione medica, avevo dolori forti nel tallone e sulle punte delle dita del piede sinistro dato che spingevo con la punta e il tallone sollevato per non soffrire. Mi tolgono tutto e mi rifanno la medicazione con un cerotto vero intanto vedevo due unghie  milaniste (rosso/nero). Riparto ma in tutto avevo perso almeno 25 muniti, ma chi se ne frega io dovevo finirla e basta!!! Un po’ meglio ma oramai tutti i miei schemi e tattiche , se cosi vogliamo chiamarle, erano saltate. Finisco il primo giro 18 km. Oramai convivevo con il dolore costante e marciavo e correvo, quando ad un tratto sento ‘’SUP, SOUP, SUPPE’’, e mi viene in mente Mario Zoratti che sul passatore a bevuto brodo di carne e ne prendo uno, guardo dentro e vedo una schifezza imbevibile, colore fango con olio che galleggio, chiudo gli occhi e giù, mezzo bicchiere e il resto lo getto… si apre il cielo, e sto benissimo improvvisamente, era caldino e lo stomaco ringrazia, parto con la corsa e corro per 3 km, poi mi fermo al ristoro  e prendo il decimo Ohm di Degano.

Mentalmente ero perfetto, lucido, presente e consapevole, non ho mai avuto cedimenti psicologici o nebbia, se non avessi  i talloni in carne viva e le unghie dei piedi oramai cadute sarei perfetto.  Finisco il secondo giro ed ero a 30 km. Ora inizia l’ultimo giro. Gli ultimi 12 km, il sole non scaldava più e faccio le due salite iniziali e le discese di corsa, poi ‘’SUP, ZUP’’, dico ‘’DAI RIPROVIAMOCI’’, ricordatevi, mai farlo!!! Dopo 2 minuti male di stomaco, ne avevo bevuto troppo e mi mancavano 10 Km. Arrivo al giro di boa e rientro ero al 36 km.

Oramai era quasi buio e minacciava anche pioggia. Corricchio per 2 km, poi marcia per uno, ultimo ristoro e li vedo un paio di loro devastati… , uno zoppicava, uno bo, saltava e uno su un muretto che vomitava con amico che lo assisteva e mi dico cinicamente, quasi per invogliarmi e caricarmi: ‘’BE CAZZI LORO…’’ poco sportivo lo ammetto, ma psicologicamente efficace, infatti inizio a correre anzi falcate veloci ‘’ORAMAI CI SONO!!!’’ la gente che mi incitava, come ha sempre fatto dal primo minuto e per tutta la gara, MUCIA, MUCISSIMA  SUERTE, MATEO CAMPION, VAI, VAI’’ e mi applaudivano e io andavo, vedo l’andatura 4:20 ed ero in salita  e li godevo… arrivo sopra l’ultima collina prima dell’arrivo e vedo  mia moglie che mi scatta una foto bellissima e mi dice ‘’COME SEI?? QUANTO TI MANCA??’’, e io ‘’ FRANCESCA, SONO ARRIVATO!!!’’, ma da il cappellino nero con la scritta IRONMAN  che le avevo dato la sera prima e riparto, ma lei era dietro di me e mancavano 250 mt alla finisher line, mi fermo e ad aspettare che vada al traguardo, e perdo un altro minuto e li rido e penso ‘’HO CORSO COME UN CAVALLO E PER GLI ULTIMI 3 KM DELL’IRONMAN E ORA DEVO ASPETTARLE??? …MA POI SUBITO, BE E’ IL MINIMO CON TUTTE LE VOLTE CHE MI HA ASPETTATO LEI A CASA IN QUESTO 8 MESI, QUANDO LE TELEFONAVO LA DOMENICA ALLE DUE DI POMERIGGIO E LE DICEVO CHE STAVO BENE E CHE ALLUNGAVO DI UN PAIO D’ORE…’’ mi fermo e quando la vedo in posizione riparto, … GIOIA ALLO STATO PURO, GLI ULTIMI METRO, E LO SPEAKER CHE GRIDA IL MIO NOME ‘985 FROM ITALY, MATTEO’’,…  L’ULTIMO PASSO E CI SIAMO!!!!!!!!!! BRACCIA AL CIELO, FLASH FLASH FLASH, SECONDI DI GIOIA IMMENSA ‘’IRONMAN’’ URLO… POI LA MEDAGLIA DI FINISHER AL COLLO, E LA BOTTIGLIETTA REGALATA DALL’ORGANIZZATORE, ISTANTI INDIMENTICABILI, CHE SODDISFAZIONI, ERANO ANNI CHE VOLEVO ESSERE FINISHER A LANZAROTE E CI ERO RIUSCITO, GRANDISSIMO!!!

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Vado da mia moglie che stata fuori dalla griglia di protezione della zona di gara ‘’FATTA’’ le dico, e lei mi scatta una decina di foto. Vado a prendere la maglia di finisher e la saluto e vado in zona pasto, vedo qualche cosa che mi sembravano ‘gnocchetti al ragù’’,… BENE …LUSSO…, dico li prendo assaggio, ingoio … PU!!! …ed erano ‘’’’ceci con la cipolla e il pomodoro’’’’, le getto via e mi brutto sulla paella, due piatti, due coca-cola, un panino di salame, tre caffè e stavo meglio, decisamente meglio. Intanto avevo freddo e tremavo erano le 22 passate e vado nella tenda infermeria, e li vedo di tutto, gente sui lettini con i flebo, una ragazza in barella che nemmeno parlava, degli zoppi, uno zombi che si aggirava con due occhiaie da paura, uno tutto fasciato con ematomi ovunque e dico ‘’tengo frio!!’’ e mi danno una coperta, me la metto sulle spalle e vado nel tendone massaggio sulla spiaggia, nel buio della notte. Li due energumeni mi saltano sopra e iniziano in tandem a massaggiare i quadricipiti, onestamente erano molto duri e non riuscivo nemmeno a togliermi le scarpe e le calze e lodo ridendo mi dicevano: ‘’manana sarà peor’’ e io ‘’gracias! ’’… sollievo infinito!!! Mi rivesto prendo i miei sacchi, la bici e vado in hotel e arrivo in camera, mangio un’altra paella che avevo preso prima di andarmene e vado a letto per un sonno profondo e lunghissimo e la mattina dopo era celestiale, ero sopra le nuvole dalla contentezza, come un bambino la natale. Oggi quella felicità c’è ancora, più pacata ma è ancora li…

Onestamente pensavo peggio, non ho mai avuto un crampo e partivo con solamente 300 km nelle gambe per la maratona con solo 3 lunghi da 18 km e uno da 28 km marcia/corsa, con un’articolazione compromessa che poteva fare saltare tutto, ma è andata bene, mi sono gestito perfettamente, di bici ne avevo fatta veramente tanta in questo 8 mesi, 5000 km e 46.000 mt di dislivello, praticamente ho scalato 5 volte l’everest e 6 lunghi di cui 2 da 180 con dislivelli superiori a Lanzarote e anche a nuoto no ho scherzato 216 km con molti lunghi da 4 km, quindi ero preparato fino al 21 km della maratona, gli ultimi 21 km erano un enigma per me. E’ vero che non ho tirato per nulla, dato che il mio obbiettivo era essere finisher a lanzarote, ma domenica, il giorno dopo stavo bene, nemmeno un fastidio e con mia moglie abbiamo noleggiato una macchia e abbiamo fatto i turisti.

La rifarei adesso, in questo momento se potessi, ma dovrei essere a Lanzarote con tutto pronto e nella linea di partenza con la muta già indossata, allora partirei ora, tanto preparato lo sono, senza i casini della bici, aereo, hotel, pacchi gara dall’altra parte dell’isola, pasta party, feste alla santa, spostamenti, borse run-bike, personal pack, worming-up pack, ecc… , troppo casino logistico per i miei gusti.

Ironman, non penso di farne altri, il mio obbiettivo era questo, erano anni che gli stavo dietro e ora sono appagato di tutto e soddisfatto, con la mia medaglia come il cane matley…