Milano Sanremo 2016 Eddy Borgo e il raccoldo

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 La Milano-Sanremo, 297 km con 1.800 mt di dislivello, dopo l’avventura di Denis Ioan e Matteo Benedetti del 2013 (link 2013) ora tocca ha Eddy Borgo che raconta la sua gara.

PRE-GARA
Peccato che alcuni del ns. movimento XTriM l’hanno già fatta senza raccontare la loro esperienza, che
poteva essere utilissima ai futuri aspiranti della gara cd. cicloturistica più lunga al mondo.
Comunque nel 2013 l’ha fatta Matteo, l’anno in cui io mi preparavo per l’Eroica, e come sempre
e, grazie al suo racconto su questo forum, mi ha subito contagiato nel voler vivere di persona la sua esperienza. Pur consapevole di essere un amatore, ho cercato di migliorare la tecnica ciclistica, resistenza fisica e alimentazione ed eccomi qua, pronto per la Milano-Sanremo 2016. Chi mi conosce sa che sono un atleta multisport e quindi, in vista di altre gare in diverse discipline che mi vedranno impegnato fino ad ottobre, mi sono dedicato anche alla corsa e al nuoto e questo ha fatto sì, che alla partenza per Milano-Sanremo avevo nelle gambe meno di 2000 km di bici, una premessa non ottimale.
Ho avuto però l’occasione di farmi alcuni splendidi lunghi (cito la Povoletto-Lignano e ritorno in dicembre, la GF di Firenze ad aprile, la Palmanova-Jesolo e ritorno e la GF Giro d’Italia di Cividale a maggio) distanze sempre al di sotto dei 200 km, perché il tempo a disposizione era quello che era.
Inoltre, come vuole la tradizione XTrim, anche la Milano-Sanremo aveva subito per il mio esordio una modifica nel percorso: non si faceva il classico Passo del Turchino, ma si percorreva la strada che porta al passo di Bric Berton (15 km di salita, pendenza media del 7 per cento, questo al km 140 della gara.
L’ impostazione del mio allenamento specifico era basata sul mantenere per lunghe ore l’assetto ciclistico senza danni fisici, un ottima alimentazione nei mesi pre-gara e per la gara la resistenza psicologica, attingendo alle precedenti esperienze agonistiche nelle gare di endurance (IM, Eroica).

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LOGISTICA
Questa era completamente diversa da quella fatta da Matteo: arrivo in furgone a noleggio il sabato a Pieve Emanuele, pernottamento e domenica mattina partenza per Sanremo. Dopo l’arrivo a Sanremo pernottamento a Sanremo e il lunedì mattina rientro a Pieve Emanuele con il pullman dell’organizzazione
e poi rientro a Udine con il furgone.

La sera prima della ns. partenza da Udine a Milano arriva una Mail dall’organizzazione che riepiloga il programma ma, nella quali ci avvisano: Attenzione. Ci sono bande di ladri specializzati che prendono di mira le gare ciclistiche. Non lasciare mai incustodito il tuo veicolo, in particolare con attrezzatura e biciclette a bordo. L’organizzazione non risponde di eventuali furti o danni ai veicoli e al loro contenuto.
Quando arriviamo all’iscrizione verso le 12.30 del sabato, vediamo due macchine una con il vetro del lunotto posteriore infranto, bici rubata, l’altro veicolo davanti con vetro posteriore destro infranto con mezza gomma posteriore della bici sporgente e il resto della bici ancora dentro (non passava dal vetro), una scena davvero scioccante, non l’ombra di un addetto dell’organizzazione o forze dell’ordine, i proprietari delle auto con la faccia incredula e figura di m…a per gli organizzatori, non all’altezza (e siamo già alla 46. edizione della manifestazione!).

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Domenica 6 giugno 2016, circa 1000 partecipanti alla gara (o cicloturistica ?) Milano-Sanremo. Sono 4 griglie e noi eravamo nella seconda (Silver) assieme ad altri 250. Partenza in direzione Tortona per arrivare al ristoro di Ovada (km 118). Matteo, per fortuna non mi ero allenato nelle ripartenze, perche’ non erano 50 rotonde come avevi descritto, credo era una ventina (da Pieve Emanuele pero’) Comunque il manto stradale era un disastro totale, che tu stavi a destra o sinistra o in mezzo:
borracce, borsellini, barrette, tutto volava a causa delle forti vibrazioni e sobbalzi per decine e decine di chilometri, non era possibile estrarre gel o barrette perche’ era da suicidio tentare di mollare una mano dal manubrio. Non so i motivi precisi, ma ci sono state diverse cadute, anche di gruppo, con feriti. A me si era allentato il supporto della borraccia sul tubo verticale a causa delle forti vibrazioni e, per evitare pericolo di perdita borraccia, l’ ho infilata nella salopette fino al primo ristoro (Ovada), al quale siamo arrivati dopo 3 ore e 40 minuti.

Ripartiamo verso il paesino di Molare in salita, poca gente che segue la corsa, nessun cartello giallo di indicazioni del percorso gara ai 2 bivi che passiamo, ancora salita e poi finalmente la discesa di diversi chilometri, però non vedo gente davanti, solo 2 ciclisti inglesi con il numero della gara che ci dicono che la strade è giusta, ma non vedendo segnali alle rotonde, ne’ traccie di passaggio ciclisti per terra, vedo un cartello che mi fa capire che siamo in zona Turchino, cazzo dico, abbiamo sbagliato strada !
Infatti facciamo dietrofront, salutiamo gli inglesi disorientati e ci facciamo in salita tutta la discesa precedente imprecando, quando sfrecciano giù altri due concorrenti e inizio a urlargli contro e sbracciarmi e finalmente frenano e anche loro e si convincono dell’errore di direzione. In un paese con bar chiedo informazioni per la salita al passo del Bric Berton e fortunatamente mi indicano la via (dobbiamo scendere di nuovo 1 km di salita fatta) fino al precedente bivio, ovviamente anche quello senza alcun cartello o indicazione verso il Passo, ma tanta salita 11 km per un altro bivio (ancora nessun cartello), intuitivamente pero’ andiamo in direzione di Savona (scelta corretta) e svalichiamo l’ambito passo Bric Berton (confine fra Piemonte e Liguria)e ci rendiamo conto che abbiamo perso oltre 2 ore a causa della mancata segnaletica da parte degli organizzatori.

Intanto dopo a Albissola Marina, da dove percorriamo solitari la riviera ligure per oltre 100 km. Del ristoro a Spotorno non troviamo traccia, in quanto era stato smantellato, ma fortunatamente avevamo viveri a sufficienza. Non vi racconto in dettaglio i passaggi a Savona e Imperia nel traffico, che consistevano di striscie pedonali (in 1 su due frenavi), semafori (idem), mini rotonde (idem), e che incrementavano il nostro ritardo accumulato. Adesso ci sorge anche il dubbio sui nostri bagagli che ci attendono al Palafiori e mancano diverse ore a Sanremo, quindi telefono al nr. del meccanico che avevamo sul numero di gara frontale, il quale a sua volta mi invia SMS con il numero dell’addetto dei bagagli che ci chiede di non ritardare perche’ loro chiudono. Allora allerto la famiglia che ci ospitava e loro gentili ci risolvono il problema, ritirando i nostri bagagli, tanto l’organizzazione non si preoccupa dei partecipanti non ancora arrivati e mentre ceniamo a Sanremo, penso che fine abbiano fatto i 4 inglesi dopo Ovada.

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Comunque abbiamo percorso circa 30 km più del previsto, accumulando oltre 2 ore di ritardo rispetto al previsto, ma siamo arrivati sani e salvi (e soddisfatti), senza il maltempo previsto, nella famosa localita’ ligure che ricordero’ per il suo bel aspetto illuminato serale, arrivando al tramonto.

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Totale della fatica: km 312 e DL mt 2600 ca., consumo 7509 cal.

 

 

 

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